Chiamate e Profezia

Missione Misericordia 2015-16

Un anno con il Vangelo nella Chiesa

Chiamata e profezia

28a DOMENICA Tempo Ordinario (anno B)



Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10)

17In quel tempo, mentre [Gesù] andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?". 18Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre ". 20Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza". 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!". 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: "Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!". 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: "Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: "E chi può essere salvato?". 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: "Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio".

 

Rafael Tello è un teologo argentino studiato e stimato da papa Francesco, morto circa 10 anni fa. Pur essendo un uomo di grande cultura ha sempre vissuto in parrocchia, in mezzo al popolo. Non ha mai pubblicato niente se non serie di ciclostilati ed appunti che ancora si stanno raccogliendo. Animava un piccolo gruppo di laici e sacerdoti che chiamava scuoletta (escuelita) e con loro discuteva essenzialmente di vita pastorale. E’ del tutto sconosciuto in Europa, e fra poco capiremo perché. Per capire papa Francesco è un riferimento essenziale, ma del tutto nascosto.

Nei suoi scritti, Tello parla delle tre culture religiose dell’America latina: la cultura popolare, quella ecclesiale e quella moderna. Secondo lui le ultime due – di provenienza europea - sono inadatte a far crescere il Vangelo. La cultura moderna è sostanzialmente illuministica. Predica l’individualismo, il successo, la ricchezza terrena; apparentemente afferma l’uguaglianza dei diritti per tutti, ma in realtà li riconosce solo a un piccolo gruppo di “illuminati” e di progrediti. La cultura ecclesiale le è troppo sottomessa per poter cambiare veramente le cose…

Ecco tre punti in cui le due culture si mescolano appannando la forza evangelizzatrice della cultura ecclesiale: a) la cultura ecclesiale spinge a vivere nella società religiosamente e con onestà, e anche a progredirvi, ma la società è intrisa di cultura moderna, dunque per andare avanti l’uomo deve adeguarvisi; b) i fini ultimi di una cultura possono essere determinati solo da una azione sociale di carattere collettivo, che la cultura ecclesiale non incoraggia, anzi scoraggia[…] Da questi condizionamenti deriva che la cultura ecclesiale non può agire efficacemente per evangelizzare la cultura moderna. Potrà cogliere soltanto risultati parziali facendo sì che alcune persone operino bene, ma pur sempre entro un ordine antievangelico come quello offerto dalla modernità.

 

(E. C. Bianchi, Introduzione alla teologia del popolo. Profilo spirituale teologico di Rafael Tello, Bologna, 2015, p. 88-89)

 

Il Vangelo di oggi è molto chiaro e molto forte. Al giorno d’oggi nessun predicatore osa prenderlo alla lettera: tutti noi pastori e predicatori abbiamo inventato moltissimi sistemi per annacquare il Vangelo e renderlo inoffensivo, addomesticando la cultura ecclesiale e rendendola gradita ed obbediente a quella moderna... Così abbiamo rinunciato allo spirito di profezia, ad agire in modo diverso e contrario a quello del mondo… Risultato: la Chiesa è piena di cristiani individualisti e consumisti anche di esperienze religiose come lo sono di acquisti, offerte speciali e “pacchetti tutto compreso”, proprio come il giovane ricco che vuole avere in regalo la vita eterna e allora va a cercarla nel miglior centro commerciale, dove il cliente è nel suo regno! Nei fatti, nei comportamenti concreti la modernità svuota il mio essere cristiano nella Chiesa senza che me ne accorga. Anche nelle cose di Dio metto al centro i miei bisogni e vado dove c’è l’offerta migliore, esattamente come quando mi si rompe lo smartphone e devo comprarne un altro! In questo modo divento pagano nei fatti, anche se dico il rosario tutti i giorni…

Come fare allora per tornare a seguire questo Vangelo tutti quanti (pastori e gregge) un po’ più da vicino? Buttare tutto e fare l’eroe della povertà? Ci hanno già provato e non è la soluzione. Si diventa ricchi della propria scelta “coraggiosa e radicale” e non si esce dall’orgoglio e dalla superbia…

Che significa"Vendi ciò che hai" (Mt 19,21)? Non quello che alcuni ammettono così a prima vista, che cioè il Signore ci comandi di buttare i beni posseduti e di rinunciare alle ricchezze; ci comanda piuttosto di bandire dall’anima i pensieri usuali sulla ricchezza, la passione morbosa verso di essa, le preoccupazioni, le spine dell’esistenza che soffocano il seme della vita.

Clemente di Alessandria, Quis dives, 11-14

Il giovane se ne va triste, preoccupato perché aveva molte ricchezze. Non è un caso che Gesù parla di preoccupazioni legate al possedere…

 

State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso (Lc 21)

 

Il seme seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. (Mt 13,22)

 

Non affannatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in ­ aggiunta (Mt 6) .

 

Il valore dell’umiltà lo acquistano più facilmente i poveri dei ricchi. Infatti i poveri nella scarsità di mezzi hanno per amica la mitezza. I ricchi nell’abbondanza hanno più familiarità con l’arroganza. (Leone Magno, discorso sulle beatitudini)

 

Vuoi sapere se nel tuo essere cristiano sei ricco dentro nel senso brutto del termine, quello biasimato da Gesù ? Guarda la povertà dell’Eucarestia e chiediti: Quanto ti preoccupi di salvare la tua vita da solo? Quanto perdi la pace quando le cose non vanno come tu hai deciso? Quanto sei capace di adattarti, di entrare in povertà in situazioni nuove? Quanto esigi, quanto pretendi di capire tutto subito ? Quanto esigi dalla tua realtà di Chiesa? Quanto la giudichi, la condanni, la disprezzi ? Quanto sei capace di accoglierla, di fartene carico, diventando povero con lei?

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