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 Misericordiae vultus

Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia 2015-2016 (Leggi pdf)

"Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre"

Una “Bolla” è sostanzialmente una lettera ufficiale del Papa che contiene disposizioni concrete ed importanti per la vita della Chiesa. Si chiama così perché una sua caratteristica tipica è di essere fornita di un sigillo speciale di cera o di metallo legato al documento con una cordicella (in latino Bulla). Altro elemento tipico è l’apertura con l’antica dicitura in latino che comprende il nome del papa – senza numero – ed il titolo “Vescovo, servo dei servi di Dio” (nel nostro caso: Franciscus episcopus, servus servorum Dei).

A differenza delle Encicliche essa non contiene riflessioni teologiche o spirituali, ma annuncia eventi ed attività di grande rilievo per la vita dei cristiani, che poi offrono anche spunti per riflessioni ed esortazioni spirituali. I Concili ecumenici, i Giubilei, le canonizzazioni, la nuove fondazioni di Istituti o di Diocesi sono di solito annunciati tramite apposite Bolle, citate con le prime parole del testo che poi vengono registrate ed entrano a far parte degli atti ufficiali di un pontificato. Anche il Grande Giubileo del 2000 fu indetto con una Bolla, la Incarnationis mysterium. La prima cosa da leggere di una Bolla è quindi la notizia che riporta, le disposizioni concrete che sono annunciate. Lo facciamo subito:

Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza.

Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità.

Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro.

Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita.

Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.

Ovviamente il Papa poteva dire: ci sarà un Giubileo straordinario, punto e basta. Ma il modo di dire le cose è importante quasi quanto le cose da dire! Da questo ricaviamo già alcuni importanti spunti di riflessione:

Contempliamo ogni tanto il mistero della misericordia di Dio? Abbiamo scoperto quanto disseta questa “fonte di gioia, di serenità e pace?”. Oppure siamo troppo impegnati a considerare quanto siamo malandati, peccatori ed incapaci?

Il papa indica la misericordia con quattro “litanie”: la misericordia è parola, atto, legge e via:

-  Come sono le mie parole? Fra di esse ci sono anche parole di misericordia, almeno ogni tanto?

-  Le mie azioni, i miei atti esprimono la misericordia? Per Dio è sempre così… per me?

-  Un atto di misericordia si può pure fare ogni tanto, ma una legge vuol dire che è un principio che io seguo sempre, o almeno mi sforzo di farlo… È così ?

-  La via che seguo nei miei rapporti con gli altri è la misericordia? Cerco di mantenermi in un atteggiamento benevolo e paziente? Le uscite di strada sono frequenti? E le manovre per rimettermi in carreggiata ci sono?

Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre.

 Perché un Giubileo sulla misericordia? Certo per riscoprirla nella nostra vita cristiana: anche S. Giovanni Paolo II nella “nostra” Dives in Misericordia lo ricordava, 45 anni fa: la misericordia di Dio è sempre attuale e quindi va sempre riscoperta, perché non c’è epoca della storia dell’uomo che non abbia bisogno della grazia di Dio.

Ma riscoprirla non basta: dobbiamo riscoprirla per poi portarla agli altri, per diventare segno efficace, cioè messaggeri utili, indicatori preziosi della strada giusta per tutte le persone smarrite e disorientate del nostro tempo. Uno scrittore ateo francese, poi convertitosi alla fede, diceva: “Voi cristiani avete un solo grande dovere nei confronti dell’umanità. Avete ricevuto in dono un messaggio di salvezza unico. Ebbene, dovete dirlo. Non dovete tenervelo per voi”.

Finchè non avverto l’urgenza di avvertire tutti della salvezza che viene da Gesù, non sono ancora un cristiano maturo, adulto … Finchè voglio tenere per me tutta la gioia della salvezza, non sono ancora cresciuto, non ho raggiunto quel che Gesù vuole da me… Finchè mi preoccupo solo della mia sicurezza, della mia salvezza, del mio benessere, ancora non ci siamo! Finchè prendo soltanto da Dio senza donare niente ai fratelli, sono ancora a metà strada… forse non sono neppure cristiano! Nella mia fede, quanto prendo (da Dio, dalla Chiesa, dai fratelli) e quanto dono (a Dio, alla Chiesa, ai fratelli) ?

Se proseguiamo nella lettura, ci imbattiamo in una disposizione nuova:

È per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti. L’Anno Santo si aprirà l’8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata Concezione. Questa festa liturgica indica il modo dell’agire di Dio fin dai primordi della nostra storia. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio non ha voluto lasciare l’umanità sola e in balia del male. Per questo ha pensato e voluto Maria santa e immacolata nell’amore (cfr Ef 1,4), perché diventasse la Madre del Redentore dell’uomo. Dinanzi alla gravità del peccato, Dio risponde con la pienezza del perdono.

 Di solito i Giubilei si aprono nella notte di Natale dell’anno precedente. Così fu per il Grande Giubileo, che si aprì il 24 dicembre 1999; gli anni “speciali” si aprono con la prima domenica di Avvento (così per l’anno paolino del 2008, o per l’anno mariano del 1988…). Invece papa Francesco vuole che l’anno della Misericordia inizi con la festa dell’Immacolata, che manifesta fin da subito la Provvidenza di Dio nel provvedere al rimedio contro il male del peccato fin dall’eternità, in previsione del peccato dell’uomo e del sacrificio di Cristo.

La cosa è commovente: prima ancora che l’uomo peccasse, anzi, prima ancora che l’uomo esistesse, fin dall’eternità Dio ha pensato a proteggere Maria dal contagio del peccato per poterci poi donare suo Figlio come Salvatore. A Geremia Dio dice: “Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà”. Rileggiamo il Salmo 138

 

Signore, tu mi scruti e mi conosci

Tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri

Mi scruti quando cammino e quando riposo…

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

E tutto era scritto nel tuo libro

I miei giorni erano fissati

Quando ancora non ne esisteva uno…

(Sal 138)

(don Federico Corrubolo)