La Struttura - La Madonna della Divina MIsericordi

 madonnamiericordia

La scultura lapidea della Madonna col Bambino risale con buona approssimazione al 1310-1330 ed è un sublime esempio di Scuola Campionese.

Difatti fin dai tempi quasi leggendari dei maestri Comacini di epoca longobarda, dinastie di scalpellini-muratori-costruttori della Val d’Intelvi, (noti come magistri antelami) di Campione, Bissone, Agogno e più in generale della diocesi di Como rappresentano la massima espressione dell’arte della lavorazione della pietra presso i diversi cantieri delle cattedrali, specialmente italiane e straniere.

In questa statua di Santa Maria Madre di Misericordia pur trattandosi di un opera gotica prevale un senso di immobile rigidità con forme robuste e bloccate nello spazio ancorate alla tradizione romanica padana e più precisamente alla scuola dei maestri campionesi.

La Vergine Maria in piedi col capo velato e coronato, tiene col braccio sinistro il Bambino più grandicello il cui sguardo non incrocia né quello della Madre né quello del fedele, accentuando il suo messaggio di sovranità.

Gesù benedicente con la mano destra, con la sinistra trattiene un piccolo uccello allusivo all’immortalità dell’anima, che sembra quasi volersi liberare becchettando la mano che lo trattiene.

La Madonna con la mano destra che fuoriesce dal manto, tiene vicino al petto una rosa, attributo mistico della Vergine, con tre foglie simbolo della Santissima Trinità

 

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