La Struttura

La Chiesa

Nell’ambito del programma “50 Chiese per Roma 2000” e in vista del Giubileo, il Vicariato di Roma bandisce nel 1995 un concorso internazionale di architettura ad inviti. Tra i sei progetti presentati e firmati da architetti di fama mondiale, vince quello dell’americano Richard Meier. Il 1° marzo 1998 inziarono i lavori con la posa della prima pietra. I lavori furono condotti dalla Italcementi e dalla Lamaro costruzioni e terminarono dopo varie vicissitudini nell’estate 2003.

Per volontà di san Giovanni Paolo II la Chiesa prese nome dal titolo della sua seconda enciclica, “Dives in Misericordia” del 30 novembre 1980, successivamente modificato dal Vicariato di Roma in “Dio Padre Misericordioso”. In questo modo il Papa intese ricordare il Grande Giubileo nella sua più profondo significato di evento di grazia per tutta l’umanità

 

Dati tecnici

Le tre vele sono una struttura del tutto innovativa da un punto di vista ingegneristico ed architettonico. Si tratta di strutture autoportanti, (in parole povere “si reggono da sole”) grazie ad una rete di cavi d’acciaio che collega al loro interno i 256 pannelli che le compongono (detti “conci”), ciascuno del peso di 12 tonnellate. Per assemblare e montare i conci, è stata realizzata una macchina detta “carroponte” alta 38 metri che venne poi smontata al termine dei lavori. Essa sollevava il concio fino ad un’altezza massima di 26 metri collocandola con una esattezza millimetrica nella posizione richiesta, evitando ogni oscillazione e movimento. Nessuna gru al mondo avrebbe potuto fare altrettanto...

N   Nella costruzione della vele sono stati impiegati:

        2.600 tonnellate di inerti ricavati dalla macinazione del marmo bianco di Carrara;

600 tonnellate di cemento bianco TX Millenium (additivato con biossido di titanio) prodotto dalla cementeria Italcementi di Rezzato (Bs);

550 tonnellate di malete speciali per la realizzzione dei giunti strutturali fra gli elementi prefabbricati;

8 chilomeri di cavi di acciaio di post-tensione (prima posizionati all'interno dei conci e poi "accordati" come corde di violino...);

7,5 chilometri di barre di acciaio di post-tensione;

300 tavole progettuali necessarie per la complessità strutturale e per la grande varietà della geometria dei conci e dei loro dettagli costruttivi;

 

Per approfondire il link ad un articolo del parroco don Federico Corrubolo sulle questioni che pone un'epoca architettonica come la chiesa di Dio Padre Misericordioso

 

Informazioni aggiuntive